Ecco la conversazione che ha avuto il Vescovo Pierre Bürcher con il confratello Vescovo Pier Giacomo Grampa, che era a Gerusalemme per seguire un corso die Esercizi Sprituali.

 

Perché scegliere Gerusalemme per il pensionamento?

Gerusalemme mi ha sempre attratto. Con la sua morte e risurrezione Gesù ci ha aperto la strada per il cielo. Non per niente Gerusalemme è veramente per tutti noi la Città Santa. Non posso certamente osare un mio accostamento a un Cardinale del calibro di Carlo Maria Martini, le cui parole mi hanno impressionato e guidato: “Sempre di più ho preso coscienza di questo: amerei trascorrere la sera della mia vita in Terra Santa. Ho espresso più volte il desiderio di vivere il tempo del mio pensionamento a Gerusalemme per dedicarmi alla preghiera, alla lettura, all’impegno nella carità”. Così ora, dal 23 dicembre 2015, passo metà dell’anno in Terra Santa, dopo esservi stato in pellegrinaggio un centinaio di volte negli ultimi 40 anni.

 

La sua vita in Terra Santa come incide sulla sua spiritualità.

Innanzi tutto la mia permanenza in questo luogo mi permette di intensificare la mia riconoscen za per gli eventi salvifici che Dio ha realizzato per noi tutti. Inginocchiarsi sul Golgota… entrare nel Sepolcro vuoto e celebrarvi la Messa della Risurrezione… sono delle grazie inaudite. Inoltre, essendo in pensione, ho più tempo per pregare e per leggere. È dunque per me un tempo di conversione, dando in particolare continuità al Giubileo della Misericordia che Papa Francesco ci ha offerto.

 

Pellegrini cristiani in Terra Santa ne arrivano sempre, nonostante le tensioni e gli attentati…

A Gerusalemme respiro l’esperienza concreta dell’universalità della Chiesa cattolica. Nonostante le divisioni e le difficoltà di oggi, nonostante la violenza che imperversa ovunque, arrivano in Terra Santa molti pellegrini, provenienti da ogni parte del mondo. Ogni giorno puoi incontrare persone di ogni continente. L’universalità della Chiesa cattolica è qui tangibile in maniera significativa e incoraggiante. Infine colgo in questo luogo la grandezza della Misericordia di Gesù e l’importanza della testimonianza cristiana. Molti cristiani vorrebbero vedere i luoghi in cui Gesù è vissuto, ha insegnato, perdonato e guarito e ove è risorto. Ma a causa della situazione in Terra Santa, come sovente presentata dai media, rinunciano a questo viaggio. Posso comprendere molto be ne questa preoccupazione. Ma anche la situazione cambia...

 

Non è facile con la psicosi degli attentati che s’è diffusa in Occidente convincere a un viaggio a Gerusalemme, sui sentieri dove ha camminato Gesù…

Occorre molta pazienza. Il Signore ricco di misericordia non dice forse a noi ancora oggi: “Non abbiate paura”? Sì, Gesù ci invita a farGli visita nei poveri di questa Terra, negli esclusi e in tanti altri che sono nel bisogno proprio qui, nel Paese di Gesù. Papa Francesco ci ricorda continuamente questa verità: è ora di manifestare concretamente la nostra solidarietà per mostrare - non solo con il denaro, ma anche con incontri ricchi di umanità - un forte sostegno spirituale. Andiamo in pellegrinaggio in Terra Santa, senza paura, con gioia e fiducia. Lasciamoci prendere da questo richiamo alla solidarietà sui passi di Gesù. Non ce ne pentiremo mai.

 

Può darci ancora un esempio concreto che la coinvolge particolarmente.

Oggi molte famiglie in Terra Santa hanno un urgente bisogno di sostegno. Le famiglie che vivono molto al di sotto della soglia della povertà sono in costante aumento. Questa precarietà mette in pericolo la loro salute, l’educazione dei figli e l’integrazione nel mercato del lavoro. Il nostro sostegno è indispensabile: i rifugiati in Terra Santa fanno affidamento su noi. Durante una mia recente visita ai cristiani iracheni costretti a fuggire in Giordania, ho udito queste parole. “Se con la mia famiglia avessi voluto restare nella nostra terra, l’Iraq, avrei avuto due soluzioni: convertirci all’Islam o essere uccisi. Di notte abbiamo lasciato tutto. Noi vogliamo rimanere fedeli a Cristo e alla Chiesa. Ora, qui in Giordania, siamo dei mendicanti, ma abbiamo conservato la fede”. Una testimonianza commovente e viva.

 

da Gerusalemme, Pier Giacomo Grampa, em. Vescovo die Lugano, Gran Priore / Frate Indovino, Marzo 2017

 

Pierre Bürcher è stato per 13 anni Vescovo ausiliare a Friburgo e per 8 anni Vescovo di Reykjavík, capitale dell’Islanda. Dal 1° novembre del 2015 è un Vescovo in pensione. Si è ritirato ed ha lasciato l’Islanda soprattutto per motivi di salute. Durante i suoi ultimi due anni nell’isola aveva incontrato gravi difficoltà respiratorie dovute sia ai venti nordici sovente molto violenti, sia alle emanazioni di alcuni vulcani. I medici gli hanno raccomandato un Paese meno freddo e Papa Francesco gli ha dato il suo consenso. Gli è giunta una inattesa proposta pastorale da parte delle Suore domenicane contemplative di Svitto, che cercavano un cappellano. Pierre Bürcher ha accolto la loro domanda con piacere. Così ora trascorre l’estate in Svizzera e l’inverno in Terra Santa, dove anima ritiri spirituali e organizza pellegrinaggi.